Annatavanne

È l’anima, straniera, sulla terra.

Georg Trakl

Ou jèi chese, u reggitte
de l’àneme? Da attàneme,
ou sò netë, mó spírte
e demírte, frustíre
retorne, chilappure
chichédùne me sepe.

Ou mo steche ne n-zacce
se veche spatrejune
o steche a stritte. Certe,
nesciùne a mè me cacce,
ma sende ca l’assítte
sprefónne sótte i píte.

L’àneme nd’u tramote
sté annatavanne, sote.
Aumene pe nna serte
pembeduricchie i ssírpe
assuche l’umme ngúrpe,
la pene che me serre.

Altrove – Dov’è casa mia, il rifugio dell’anima? Da mio padre, dove sono nato, ora randagio e sperduto, straniero ritorno, chissà qualcuno mi riconosca. Dove ora sto non so se vado senza meta o mi trovo stretto. Certo, nessuno mi caccia, ma sento che la base sprofonda sotto i piedi. L’anima nel terremoto è altrove, immobile. Almeno con un serto di bacche di tàmaro asciugo il gemere in corpo, la pena che mi serra.

Da F. Granatiero, Scùerzele/Spoglia, pref. Donato Valli, postf. Achille Serrao, Roma, Cofine, 2002.

Stradella

Stradella di Monte Saraceno

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