Il bastone

LEGENDA: A = Apricena, C = Carpino, Ca = Cagnano Varano, Fg = Foggia, I = Ischitella, L = Lesina, Ma = Mattinata, Mf = Manfredonia, Mo = Monte Sant’Angelo, P = Peschici, R = Rignano Garganico, Ro = Rodi Garganico, Sg = San Giovanni Rotondo, Sm = San Marco in Lamis, Sn = Sannicandro Garganico, V = Vieste, Vi = Vico Garganico.

Il bastone nel Gargano, quanti modi per dirlo
di Francesco Granatiero

Il bbastòune (Mo, Ma), bbastóne (Mo, C, R, Sm), bbastöne (Mf), bbastune (Vi) è il classico bastone di legno, con il manico arrotondato e qualche nodo qua e là. Non così il bbastöne de zia zïje (Mf), che è il bordone o bastone pellegrino. Il bbastungine, il “bastoncino”, è invece il bastone di bambù un tempo usato dai galantuomini.
Il capature (Mo) è il bastone con estremità a becco d’oca usato dal carbonaio per esaminare l’attività dei carboni durante la scarbonatura.
Il fraccature (Mo, Ma, Sm) è il “fiaccatoio”, una mazza, un bastone in genere (Mo, Ma), o il correggiato, ossia una mazza appiattita legata al manico da una correggia di cuoio e usata per battere i cereali (Sm).
Il frajule (Mo) è un bastone non meglio definito.
Il freccecòune (Mo, Ma), furcecòune (Mo, Ma) è un forcone, un lungo bastone con forcelle che tende la corda per sciorinare i panni, oppure un tronco di legno con spuntoni di rami, piantato nel terreno davanti alle abitazioni rurali e usato per appendere secchi, panni e masserizie varie. Al plurale, i trè ffurcecune de lu trejàngule (Ma) indicano i tre forconi del treppiede a cui si sospende il vaglio per cernere il grano.
Il manganídde è il manganello.
Il mazzachéne (Mo, Ma, V), mazzacäne (I), mazzacane (Sm), propriamente “ammazza cani”, è una pietra, un ciottolo (Mo, Ma), una pietra grossa quanto un pugno (I), una pietra di calce viva di media grandezza (Mo, Ma), un piccone senza punta (Sm), o anche una mazza, un bastone (V).
La mazza (Ca, Sm, Sn), mäzza (Sg) o, altrove, mazze è una mazza o un bastone, ma anche l’asta usata per pesare con la stadera, la verga per bacchiare, la licciuola.
Lo ngine è un bastone uncinato.
La parròcchele (Mo, Ma), parròcche (Mo, Ma, Mf, C, A, R), paròcche (Mf), parròcca (Sm, Sn), bbarròcca (Sg), paròcchele (Fg) è una mazza nocchiuta o un pomo di ombrello e simili.
Il sammuche (V), zammuche (V), sammuca (Sn) è un piolo di legno appuntito o un bastone in genere.
Lo sberdóne (R, Sm) è il bastone da pellegrino (Sm), uno sperone, una protuberanza, un bernoccolo (R) e corrisponde a ‘bordone’ con s- intensivo.
Lo stajúle (Mo, Ma, Mf, Trinitapoli), stajule (R, Sn), stajàule (Sg) è un bastone o una mazza. La stajóle (R) o stascjóle (R), una mazza appiattita.
Il tàcchere (Mo, Ma, Mf, V, A, R, Sn) è un bastone, un pezzo di legno o, metaforicamente, un tanghero. Notevoli, e allusive, le bbòtte de tàcchere sfutarate (Sn) i colpi di bastone sfoderato. Deriva dal germanico taikna ‘scheggia di legno’ e corrisponde al latino medievale tacula. Il diminutivo taccarídde (Mo, Ma), taccarèdde (Vi, I), taccaridde (R), taccarédde (Sm) è un piccolo bastone, ma anche un tozzo di pane (R), il pancotto senza patate o verdure (R, Sm), il fazzoletto annodato o ripiegato più volte a formare un piccolo randello per il gioco cicce paricchie (Sm) o la mazza per il gioco della lippa (R). Lu taccarule (R) è una sorta di manganello di stoffa bagnata e annodata più volte.
Il terture (Mo, Ma, V), tretture (Mo, Ma), trutture (Mo, Ma), turture (Mo, Ma) è un tortore, ossia un bastone nocchiuto.
Il turceture (Mo, Ma, V), turcetüre (Mf), strecceture (R, Sm, Sg), turcetóre (Sn) è un torchio, un mestatoio (Sm), un tortore, ossia un pezzo di legno per torcere e stringere le funi che assicurano il carico al basto (Mo, Ma, Sm), una mordacchia o un torcinaso (Mf), un tortore, ovvero un arnese per stringere (Sn), in senso figurato, qua e là un randello, o addirittura il pene (Sm).
La zagghiòcche (V), sagghiòcche (A, R), sagghiòcca (Sm, Sn) è un bastone nocchiuto. A San Marco in Lamis vutà lu mbrènnele a ssagghiòcca vuol dire “utilizzare l’ombrello come bastone”, mentre a Sannicandro té la lénga ca pare na sagghiòcca significa “ha la lingua che pare un bastone”. Il sagghiuccóne (R) è il bastone dei mandriani. La sagghiòcchele (I) è il maglio per battere le piante secche dei legumi, così come dei cereali spigolati.

 

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