Dialetto di Alberona

GIACOMO STRIZZI
Frónne e frùsce

Favugne, quanne mene
nderrate, té duje sórte
de rampe: p-a cchiù longhë,

strappe all’àrbere i frónne;
da nderre, p-a cchiù córtë,
gerenne e reggerenne,

recogghie i frùsce morte.

Foglie e fronde – Favonio, quando soffia impetuoso, ha due sorta di rampe: con la più lunga, strappa agli alberi le foglie verdi, con la più corta, girando e rigirando, raccoglie per terra le foglie morte.

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Il testo, in dialetto di Alberona (Fg), viene trascritto in grafia DAM (manuale) dal volumetto di Giacomo Strizzi, Frónne e frussce, Foggia, Leone, 1958.

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