Dialetto di Pettorano sul Gizio

VITTORIO MONACO

Quande la malatìa

Quande la malatìa
o, arràssene! la Morte
tucculeva alla porta,
curreva ju vecenète.

Du’ mèila, na chenèta
de pane, nu zenale
de grandénie o fascjùale
èva tótte ju riale.
Ma n-te sendive sùale…

La meseria eva forte,
eva brótte le male –
ma la píta cchiù fortë
de le male e lla Morte.

Quando la malattia. Quando la malattia / o, mai non sia! la Morte / bussava alla tua porta, / correva il vicinato. // Due mele, un chilo (circa) / di pane, un grembiale / di granturco o fagioli / era tutto il regalo. / Ma non ti sentivi solo… // La miseria era forte, / era brutto il male – / ma la pietà più forte /
del male e della Morte.

Dialetto di Pettorano sul Gizio (Aq) trascritto in grafia DAM (manuale).

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