Il suono [š]

Il suono [š] del napoletano bušard∂ “bugiardo”

Il fonema [šš] nei dialetti alto-meridionali (DAM) va scritto sci come in italiano: crescende  [kreššènd∂]  ‘lievito’, vasce [vàšš∂] ‘basso’, ascénne [aššénn∂] ‘scendere’, sciacquà [ššakkwà] ‘sciacquare’, capisce [kapìšš∂] ‘capisce’, strisce [strìšš∂] ‘striscia’, canosce [kanòšš∂]  o canóšše ‘conoscere’, pesce [pèšš∂] o péšše ‘pesce’, frusce [frušš∂] ‘foglie secche’, grasce [gràšš∂] ‘grascia’ ecc.

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Come si scrivono i dialetti alto-meridionali (DAM)

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L’accento tonico è obbligatorio in parola tronca (accussì), sdrucciola (šcàtule) o bisdrucciola (scàpulene).

L’accento fonico è obbligatorio (viénde, fémmene, candé, paèise, trèsòule, sòretepónde, cólepe), tranne in parola piana, dove la vocale s’intende chiusa in sillaba aperta (panere [pané:r∂] ‘paniere’, rote [ró:t∂] ‘ruota’) e aperta in sillaba chiusa (quaterne [kwatèrn∂] ‘quaderno’, notte [nòtt∂]).

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La grafia dei Dialetti Alto Meridionali (DAM)

di Francesco Granatiero

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Premessa

Una grafia dei singoli dialetti che non tenga conto delle altre parlate può sfociare in una babele di scritture.

Senza nulla togliere alla lingua napoletana – tale per prestigio letterario oltre che storico –, alla sua grafia saranno rapportabili alcune varianti campane, non certo tutti i dialetti del cosiddetto «volgare pugliese», comprendente il napoletano e i dialetti italici o ausònii, che insieme e più modernamente costituiscono i dialetti alto meridionali (DAM), in cui rientrano Abruzzo, Molise, Puglia, Lucania, Calabria settentrionale e le finitime parti di Marche, Lazio e Campania, per la scrittura dei quali bisognerà guardare ai progressi della dialettologia e riferirsi a una lingua tetto, che è, non già – o non più – il napoletano, bensì l’italiano. Continua a leggere “La grafia dei Dialetti Alto Meridionali (DAM)”