Il pipistrello nei dialetti d’Italia

Flying Grey long eared bat in forest
Immagine tratta dal web

di FRANCESCO GRANATIERO

Diversamente da parole come “capo” e “testa”, “rocca” e “conocchia”, che come è ben documentato già dall’AIS, hanno una distribuzione ben definita, che permette di ricostruire la storia delle regioni in cui sono diffuse, la carta linguistica relativa al “pipistrello” non sempre presenta isoglosse continue o di facile esplicazione, in quanto i vari tipi lessicali si alternano e sono complicati da apporti paraetimologici di evidente natura fantastica, quanto non proprio di carattere giocoso-onomatopeico, che danno una visione dell’insieme spesso addirittura caotica. Continua a leggere “Il pipistrello nei dialetti d’Italia”

Il dialetto a scuola

L’insegnamento dei dialetti a scuola, così come propagandato (aborrendo il termine “dialetti” e parlando esclusivamente di “lingue”), credo sia più che altro la conseguenza di un discorso politico, che avrà pure le sue rivendicazioni, ma penso non giovi ai dialetti in quanto tali, prima perché non tende a salvare le specificità delle singole parlate, ma una koinè dialettale ad essa sovrapposta e in parte ricostruita, poi perché finisce per gettare discredito sulle operazioni di vero salvataggio o tutela dei dialetti. Continua a leggere “Il dialetto a scuola”

Dialetti e lingua

I dialetti in Italia sono tanti quanti sono i comuni e le frazioni. Anzi spesso si distinguono una variante cittadina e una rustica, varianti di singoli rioni, di una fascia sociale rispetto a un’altra, di una professione o mestiere, di una ganga (gergo), dei maschi rispetto alle femmine, o addirittura possono differire da persona a persona (idioletti). Essi, a parte il ruolo tecnico di alcuni settori, occupano il registro cosiddetto “basso” della lingua. Continua a leggere “Dialetti e lingua”

Nei dialetti è la terra che parla

“La differenza che esiste tra i vari dialetti [o Mundarten da “Mund”, bocca e “Art”, modo] non dipende soltanto, e nemmeno primariamente, dal diverso modo di muovere gli organi vocali. Nei diversi dialetti è la regione, cioè la terra, che diversamente parla. La bocca, del resto, non è soltanto un organo facente parte del corpo inteso come organismo; bocca e corpo rientrano nel fluire e crescere della terra, nel quale noi, i mortali, abbiamo vita; della terra dalla quale riceviamo la solidità del radicamento. Perdendo la terra, noi perdiamo anche il radicamento.”

MARTIN HEIDEGGER, da In cammino verso il linguaggio