La “scarsella” nel Gargano e dintorni

MANFREDONIA, scarijèllescarecıèdde [skar∂šèdd∂] “ciambella, tarallo pasquale glassato e guarnito con confettini colorati, codette e cioccolatini”; MONTE SANT’ANGELO, MATTINATA, scarascedde [skaraššèdd∂] “sorta di pagnottella pasquale di foggia varia,  a ppanarídde, a panierino, a ppuparèdde, a bambolina ecc., cosparsa di tuorlo, infissa di mandorle e fronde d’ulivo e con un uovo sodo al centro”; RIGNANO GARGANICO,  scarscedde “tasca, apertura, fessura, feritoia”, “canestro”; scarcèdde “pagnottella pasquale”;  SAN MARCO IN LAMIS, scarscedda “apertura del materasso, apertura di accesso alla tasca della sottogonna, apertura o tasca interna del basto”; SAN NICANDRO GARGANICO, scarecèdda “tasca, saccoccia”; SAN SEVERO, scarcèlle “tasca, apertura”, “apertura del materasso”; “ciambella intrecciata, cosparsa d’uovo e guarnita con confettini colorati”; TRINITAPOLI, scarcédde “tradizionale dolce pasquale a forma di cestino, colomba, agnellino, uovo ecc.” Continua a leggere “La “scarsella” nel Gargano e dintorni”

Vestigia slave nel dialetto di Peschici

di FRANCESCO GRANATIERO

Scazecavazze, ‘cavalletta’, voce di origine slava [serbocr. skakavac (pronuncia skàkavats) ‘locusta’]. Forse nessuna parola peschiciana ricorda il profeta sant’Elia come questa. Scazecavazze, la parola che volò di bocca in bocca quando una nuvola nera di cavallette oscurò Peschici, ingoiando ogni cosa. Scazecavazze, un’implosione fono-simbolica di tutta l’ira di Dio. Scazecavazze, la parola del miracolo di Sant’Elia, che per mezzo di un fortissimo vento di libeccio, ammucchia due palmi di cavallette morte su tutta la spiaggia da cui il paese ha nome. Continua a leggere “Vestigia slave nel dialetto di Peschici”

La questione linguistica dei dialetti di Puglia

di FRANCESCO GRANATIERO

Premessa

Questa sera, stando al programma estivo, dovrei presentare un libro intitolato La questione linguistica dei dialetti di Puglia, senonché non di libro si tratta, bensì di una relazione inedita. Tuttavia c’è un mio libro che non ho mai presentato né a Mattinata né altrove ed è La memoria delle parole / Apulia / Storia, lingua e poesia (Grenzi, 2004), un lavoro da cui mi piace prendere le mosse, un testo parascolastico dove l’insegnamento del dialetto si limitava a promuovere la consapevolezza linguistica, evidenziando la ricchezza culturale della varietà con esempi raccolti sul campo o attraverso lo studio della letteratura in dialetto più accreditata, nell’ambito comunque della didattica dell’italiano, e non – aggiungo ora – in antagonismo alla lingua, come in anacronistiche rivendicazioni, tanto più inopportune nel 150° dell’Italia unita. Continua a leggere “La questione linguistica dei dialetti di Puglia”

Dialetto di San Severo (FG).”La finitoria” di Carlo Jondi

di FRANCESCO GRANATIERO

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San Severo – Teatro Verdi

La poesia dialettale della Capitanata, se si esclude qualche autore di cui è dato sapere, è quasi tutta posteriore al XIX secolo. Prima infatti non si hanno che sporadici e frammentari riscontri, come il nome del foggiano Filippo Bellizzi, antologizzato dal Sorrenti, (1) o quelli di Pietro e Alessandro Nobiletti di Ischitella, la cui poesia ha, peraltro, carattere eminentemente popolare. (2)

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