L’avverbio [nən] “non”

In molti dialetti alto-meridionali, come nel Gargano (Carpino, Cagnano Varano, Monte Sant’Angelo, Mattinata – a cui gli esempi si riferiscono), nel Tavoliere (Alberona, Lucera), a Ruvo di Puglia (BA), a Pescara e provincia, nel Molise (Campobasso), nelle province dell’Aquila (Opi, Bugnara, Raiano) e di Chieti (Lanciano, Sant’Eusanio del Sangro, Vasto, Guardiagrele), l’avverbio di negazione “non” si comporta in maniera particolare. Continua a leggere “L’avverbio [nən] “non””

Annunci

Il digramma sc(i)

sc(i) in parola accentata scempio (abruzzese vàsce ‘bacio’, napoletano scióre ‘fiore’, busciàrdo ‘bugiardo’, pugliese lambascióne ‘cipollaccio col fiocco’, siciliano sciùri ‘fiore’), in parola non accentata rafforzato (italiano striscia, abruzzese bardisce ‘ragazzo’, napoletano nisciuno ‘nessuno’, pugliese nasce ‘nascere’, siciliano arrinisciuto ‘riuscito’). Il digramma sç(i) (it. pesce, pugl. pésçe ‘id.’) è il suono rafforzato di ç (abr. vaçe ‘bacio’,  siciliano çiuri ‘fiore’).

Vedi La grafia dei dialetti alto-meridionali

 

La grafia dei Dialetti Alto-Meridionali (DAM)

795px-Brueghel-tower-of-babel

Premessa

Una grafia dei singoli dialetti che non tenga conto delle altre parlate può sfociare in una babele di scritture.

Senza nulla togliere al napoletano – lingua per prestigio letterario oltre che storico –, alla sua grafia saranno rapportabili alcune varianti campane, non certo tutti i Dialetti Alto Meridionali (DAM), i quali formano la cosiddetta «lingua napoletana» (UNESCO), che per numero di parlanti rappresenta la seconda lingua d’Italia. In essa rientrano Abruzzo, Molise, Puglia (senza tacco), Lucania, Calabria (senza punta) e le finitime parti di Marche, Lazio e Campania, per la cui scrittura bisognerà guardare ai progressi della dialettologia e riferirsi a una lingua tetto, che è, non già – o non più – il napoletano, bensì l’italiano. Continua a leggere “La grafia dei Dialetti Alto-Meridionali (DAM)”