L’avverbio [nən] “non”

In molti dialetti alto-meridionali, come nel Gargano (Carpino, Cagnano Varano, Monte Sant’Angelo, Mattinata – a cui gli esempi si riferiscono), nel Tavoliere (Alberona, Lucera), a Ruvo di Puglia (BA), a Pescara e provincia, nel Molise (Campobasso), nelle province dell’Aquila (Opi, Bugnara, Raiano) e di Chieti (Lanciano, Sant’Eusanio del Sangro, Vasto, Guardiagrele), l’avverbio di negazione “non” si comporta in maniera particolare. Continua a leggere “L’avverbio [nən] “non””

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Il suono [š]

sc(i)   come nell’it. striscia (sciacqué ‘sciacquare’, casce ‘cassa’), tranne dopo dittongo (murèisce ‘ombra’) o vocale lunga (vréesce ‘brace’, fecàascene ‘caprifico’) dove suona come scj.

scj(a,o,u), s¢(i,e)   come nel napoletano busciardo (scjunghe ‘giunco’, stascjòune ‘estate’, ‘(bella) stagione’, s¢ì ‘andare’, fas¢enedde ‘carruba’, manes¢é ‘maneggiare’).

Cfr. La grafia dei dialetti alto-meridionali

 

La grafia dei Dialetti Alto-Meridionali (DAM)

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Premessa

Una grafia dei singoli dialetti che non tenga conto delle altre parlate può sfociare in una babele di scritture.

Senza nulla togliere al napoletano – lingua per prestigio letterario oltre che storico –, alla sua grafia saranno rapportabili alcune varianti campane, non certo tutti i Dialetti Alto Meridionali (DAM), i quali formano la cosiddetta «lingua napoletana» (UNESCO), che per numero di parlanti rappresenta la seconda lingua d’Italia. In essa rientrano Abruzzo, Molise, Puglia (senza tacco), Lucania, Calabria (senza punta) e le finitime parti di Marche, Lazio e Campania, per la cui scrittura bisognerà guardare ai progressi della dialettologia e riferirsi a una lingua tetto, che è, non già – o non più – il napoletano, bensì l’italiano. Continua a leggere “La grafia dei Dialetti Alto-Meridionali (DAM)”