Canzoniere in lingua madre

TesioGiovanni Tesio, Vita dacant e da canté, Centro Studi Piemontesi, 2017

Francesco Granatiero

CANZONIERE IN LINGUA MADRE

«La forza dell’unità è nel due/ anzi nel tre che fonde tutti i contrasti» è detto nell’ultimo sonetto (pagina 369) di Vita dacant e da canté, un canzoniere di trecentosessatanove sonetti, appunto, dove il noto critico e massimo conoscitore della poesia in dialetto Giovanni Tesio, standosene «dacant», ossia di lato – come dice, stupito, nel sonetto proemiale – canta «’d còse cite», di cose piccole, traendole, a saliscendi, dall’acqua di un pozzo profondo: «mi lascio prendere a spintoni/ se – mai più io – sono la mia canzone che mi sogna» (I), una canzone “dittata” nel dialetto della sua infanzia, quello di Pancalieri (To), gelosamente e segretamente costodito fino ai settant’anni, per ubbidire a un’interiore, imperioso e inesauribile zampillo. Continua a leggere “Canzoniere in lingua madre”

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L’antisonetto di Robert Gernhardt

da Poetry Foundation
Robert Gernhardt (Fotografia tratta da Poetry Foundation)

ROBERT GERNHARDT

Materiale per una critica
su una delle forme di poesia più famose
di origine italiana

Trovo il sonetto una roba merdosa,
stretta, rigida, non buona di certo;
e davvero mi crea grande sconcerto
sapere che c’è ancora oggi chi osa Continua a leggere “L’antisonetto di Robert Gernhardt”

Giuseppe Rosato, Il mare — incroci on line

Giuseppe Rosato, IL MARE Di Felice, Martinsicuro (Te) 2016 di Sergio D’Amaro Giuseppe Rosato, in tanti anni di operosa attività poetica (sia in lingua che in dialetto), ci ha abituati al suo passo di esperto viandante esistenziale. Sappiamo che quando smette la sua penna satirica, si fa coinvolgere completamente in un’altra dimensione, fatta […]

via Giuseppe Rosato, Il mare — incroci on line

Richard Berengarten

Richard 4, Skye, 2003

Richard Berengarten

Strusce

… mo che la pòleve chéde…
                              
Rrè sòule, šcacche a u uise, stambe riele dlu júrne,
m’attúcche, e lla pedde devende na pedducce d’úcchie,
la spine nu níreve d’úcchie, e u cúrpe mie trèmele
míddze ngecalute da la pisca d’òure che tu spicce
sòup’a ssu mére e a ssa cità, e ie sò cechetë.
Cqua na vòlete stèvene felere – e angore sacce ca stanne –
de chese e strete, ch’appartenèvene A n’àleta cità,
nò quéssë c’ha’ ndutte strafurmete. Continua a leggere “Richard Berengarten”

Giovanni Tesio poeta

 

di Francesco Granatiero

Tesio

Del côté poetico di Giovanni Tesio, il noto studioso, critico letterario, filologo e storico della lingua, si ricorda il precedente In punto di svolta (1985), recante l’acuta prefazione di Pietro Gibellini, una corona gemmata ed irta di sonetti tutt’altro che canonici, con assenze di rime, spesso sostuite da assonanze e consonanze, paronomasie, ipometri e ipermetri, dove un dantesco trobar clus s’infratta in dedali e labirinti, per mezzo di una lingua estremamente colta e raffinata, densa ed espressiva, piena di arcaismi, latinismi, neologismi, tecnicismi. Continua a leggere “Giovanni Tesio poeta”

Da TUTAJ (“Qui”)

di Wisława Szymborska

poesie tradotte da Francesco Granatiero

Szymborska-foto4

Ancora tre componimenti del premio Nobel polacco Wisława Szymborska, già presentata sul n. 2 di “Proa Italia”, con una prima terna di poesie tratte da Tutaj (“Qui”, Cracovia, Snak, 2009). In Microcosmo la Szymborska osserva al microscopio ottico con divertito sgomento, stupita pietas e bonaria ironia i numerosi batteri in movimento nel labirinto delle impronte digitali lasciate sul vetrino che li copre senza schiacciarli. Continua a leggere “Da TUTAJ (“Qui”)”