Giuseppe Rosato

 

giuseppe-rosatoGiuseppe Rosato

GIUSEPPE ROSATO (Lanciano Ch 1932) è poeta in lingua e in dialetto, narratore, giornalista e critico letterario. Ha insegnato Lettere e lavorato ai servizi culturali della RAI. In lingua ha dato alle stampe una decina di libri in versi, tra cui L’acqua felice (Schwarz, 1957), La vergogna del mondo (Manni, 2003) e Le cose dell’assenza (Book, 2012), e una decina in prosa, tra cui Vedere la neve (Carabba, 2011), La neve al cancelletto di partenza (Manni, 2008) e Piccolo dizionario di Babele (Stilo, 2009). In dialetto ha pubblicato: La cajola d’ore (CET, 1956), Ecche lu fredde (Riccitelli, 1986), Ugn’addó (Grafica Campioli, 1991), L’ùtema lune, pref. F. Loi (Mobydick, 2002), E mó stém’accuscì (I libri del Quartino, 2003), La ‘ddòre de la neve, pref. G. Tesio (Interlinea, 2006), Lu scure che s’attònne (Raffaelli, 2009), La nève (Carabba, 2010), È tempe (Raffaelli, 2013). Continua a leggere “Giuseppe Rosato”

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Dialetto di Bugnara (Aq)

VITTORIO CLEMENTE

(Bugnara 1895 – Roma 1975)

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Poeta e scrittore di teatro. Durante la Prima guerra mondiale Ardengo Soffici gli affidò la redazione di un foglio di trincea. Fu insegnante elementare e successivamente ispettore didattico. Si occupò di folclore e di letteratura dialettale, in particolare di poesia romanesca e abruzzese. Continua a leggere “Dialetto di Bugnara (Aq)”

Dialetto di Raiano

UMBERTO POSTIGLIONE

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Umberto Postiglione

Nato a Raiano (Aq) nel 1893, si diplomò in ragioneria. Visse a Los Angeles e a San Francisco, dove lavorò, tra l’altro, come operaio, redattore di giornale, bibliotecario, ragioniere. Anarchico, fu costretto a lasciare il Nord America, e andò in Perù, in Brasile, in Argentina. Nel 1919 tornò in Italia e prestò il servizio militare. Nel 1922, abilitato all’insegnamento elementare, aprì una scuola serale a Raiano. L’anno successivo insegnò a San Demetrio dei Vestini (Aq), dove morì di polmonite nel 1924, prima della fine dell’anno scolastico.
Di lui uscì postuma Antologia (Raiano 1960), edita a cura e con traduzioni di Ottaviano Giannangeli, la cui pronuncia viene seguita per la trascrizione. Continua a leggere “Dialetto di Raiano”

Koinè abruzzese

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Pescara

OTTAVIANO GIANNANGELI

Ottaviano Giannangeli (Raiano, 20 giugno 1923 – Sulmona, 17 dicembre 2017), poeta in lingua e in dialetto, romanziere e critico letterario, visse a lungo a Pescara, dove insegnò Lingua e letteratura italiana presso l’Università “Gabriele D’Annunzio”. Fondò e condiresse la rivista “Dimensioni”. Come poeta, al dialetto di Raiano (Aq), suo borgo natìo, preferì la koinè abruzzese, che è, si può dire, la varietà linguistica di Pescara. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Lu libbre d’Ottavie (Sulmona, 1979); Arie de la vecchiaie (Nova Italica, Pescara 1989); Lettera alla posterità in “L’Italia sotto sequestro” (ivi 1990); Litanie per Marin ed altri versi in abruzzese, in “Diverse Lingue” (n. 10, 1991). Continua a leggere “Koinè abruzzese”

Dialetto di Sant’Eusanio del Sangro

CESARE DE TITTA

Lu piande de le fojje

Lu cjéle è chiusë e chiusë è la mundagne,
le fojje gialle casche a une a une,
e së cojje la live, e la cambagne
tra la nebbie aresone de canzune…
Sembre sta nebbie, amore, gna se cojje
la live, e caschë all’àrbere le fojje! Continua a leggere “Dialetto di Sant’Eusanio del Sangro”

Dialetto di Pescara

GABRIELE D’ANNUNZIO
(Pescara 1863 – Gardone Riviera 1938)

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Il Vate scrisse anche in dialetto abruzzese e, occasionalmente, in milanese, in romanesco e in napoletano.
Le due poesie che seguono sono state trascritte in grafia DAM (scarica il manuale) secondo la pronuncia di Marzio Maria Cimini.

A Galdinë Sabbatine

L’acque de la Pešcare è prufumatë
da quanne mamma mé ce s’ha specchiate;
e pë quésse la mitte a šta buttije
fatta come lu core de lu fije. Continua a leggere “Dialetto di Pescara”

Cesare De Titta

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Sacerdote, nacque a Sant’Eusanio del Sangro (Ch) nel 1862 e vi morì nel 1933. Studioso di letteratura classica e di filosofia, fu poeta in lingua, in latino e in dialetto abruzzese. Autore di una Grammatica della lingua viva (Carabba) e di una Grammatica della lingua latina, in dialetto pubblicò: Canzoni abruzzesi (1919), Nuove canzoni abruzzesi (1923), Gente d’Abruzzo (1923), Terra d’oro (1925), Acqua, foco e vento (1929). Tradusse in abruzzese la Figlia di Iorio e Le elegie romane di Gabriele D’Annunzio, del quale fu amico. Continua a leggere “Cesare De Titta”

Dialetto di Vasto

GAETANO MUROLO
(Vasto, Ch, 1858-1903)

Trasferitosi ad Ancona, fu impiegato presso le ferrovie. Poeta in lingua e in dialetto vastese, scrisse anche di narrativa e di teatro. Tra cose edite e inedite, ha scritto Ciamarèlle, cinquantatré sonetti (Anelli e Manzitti, Vasto 1898), ora in Sonetti dialettali (1886-98), a cura di T. Spinelli (Cannarsa, Vasto 1979). Di lui si sono occupati O. Giannangeli, G. Oliva, C. De Matteis, V. Moretti, F. Brevini. Continua a leggere “Dialetto di Vasto”

Dialetto di Vittorito

PIETRO CIVITAREALE

Nu sole rusce

Nu sole rusce
déndre a jju giardéine.

I màtremë che dàivë
i chelìure a i fiore,
i pàtremë che letecàivë
che i ciejje. Continua a leggere “Dialetto di Vittorito”