Nota biografica

Francesco Granatiero è nato a Mattinata (FG) il 31 marzo 1949. Primo di tre figli, fin dalla più tenera età ha lavorato con il padre a contatto con la dura fatica dei campi. Ha perso la madre a quindici anni. Diplomatosi al liceo scientifico «G. Galilei» di Manfredonia, si è iscritto alla facoltà di medicina dell’Università di Pisa, trasferendosi dopo due anni a Torino, dove si è laureato e tuttora vive. Ha lavorato come medico di laboratorio presso l’Ospedale di Rivoli.

Dopo quasi un decennio di poesia in lingua (Sul mare i lembi senza cimose, 1967; La lunga veglia, 1968; Un grido di gioia, 1972; Stormire, 1974), si è rivolto al dialetto garganico del suo paese di origine, un dialetto apulo con tracce arcaiche di parlata abruzzese dovute al fenomeno della transumanza.

Ha pubblicato una quindicina di volumetti, tra cui U iréne (1983), La préte de Bbacucche (1992), Énece (1994), Scúerzele (2002), Bbommine (2006). Gli ultimi due libri, Passéte (2008) e La chiéve de l’úrte (2011), sono usciti da Interlinea di Novara.

Dall’86 al ’92 si è occupato del coordinamento editoriale della collana «Incontri» diretta da G. Tesio per Boetti & C. Editori, in cui hanno visto la luce volumetti dei maggiori poeti dialettali del secondo Novecento. Ha curato l’antologia Dal Gargano all’Appennino, le voci in dialetto (2012).

Ha collaborato con poesie alle riviste «Diverse lingue», «Lunarionuovo», «Il Belli», «Pagine», «Confini», «Astolfo», «l’immaginazione», «l’incantiere», «Periferie», «Proa Italia».

Ha anche pubblicato opere a carattere linguistico ai confini di una pertinenza che è studio di poesia, tra cui una grammatica storica (1987) e un vocabolario (1993) del dialetto del suo paese di origine, un dizionario dei proverbi di Mattinata (2001) e uno dei proverbi dell’intero promontorio garganico (2002), una monografia parascolastica di carattere storico-linguistico-letterario della Puglia augustea (2002) e un poderoso dizionario di area, il Vocabolario dei dialetti garganici (2012).

Per la poesia Granatiero è presente in antologie come Le parole di legno di Chiesa-Tesio (Mondadori, 1984) e Poesia dal Rinascimento a oggi di Spagnoletti-Vivaldi (Garzanti, 1991) e in studi come Le parole perdute di Brevini (Einaudi, 1990) e Storia della letteratura italiana di Malato (Salerno Editrice, 2000).

I suoi lavori linguistici sono utilizzati in opere come I dialetti italiani. Storia, struttura, uso, a cura di M. Cortelazzo et alii (Torino, UTET, 2002).

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