Come si scrive (e legge) il dialetto

TRASCRIZIONE DEI DIALETTI ALTO-MERIDIONALI

Il dialetto pugliese (Capitanata, Terra di Bari e parte delle province di Brindisi e Taranto), ma anche lucano, abruzzese, molisano, calabrese settentrionale, campano che non si riconosce nella scrittura del napoletano, si scrive (e legge) come l’italiano, con qualche precisazione. Continua a leggere “Come si scrive (e legge) il dialetto”

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Sunette

di FRANCESCO GRANATIERO

«… nella zona di Mattinata ancora prima del bivio […]
il prodigio di un lavoro immenso, di un’opera paziente,
senza limiti, forsennata, di un popolo di formiche […]
intorno intorno non sono che muri rustici, a secco, saldamente
piantati per contenere appena un piccolo lembo di terra…»
Tommaso Fiore, Terra di Puglia e Basilicata

P’aderge ssu sunette
nen d’accite l’appítte,
pure s’a sette a sette
li sccaffe a canze stritte, Continua a leggere “Sunette”

Vestigia slave nel dialetto di Peschici

di FRANCESCO GRANATIERO

Scazecavazze, ‘cavalletta’, voce di origine slava [serbocr. skakavac (pronuncia skàkavats) ‘locusta’]. Forse nessuna parola peschiciana ricorda il profeta sant’Elia come questa. Scazecavazze, la parola che volò di bocca in bocca quando una nuvola nera di cavallette oscurò Peschici, ingoiando ogni cosa. Scazecavazze, un’implosione fono-simbolica di tutta l’ira di Dio. Scazecavazze, la parola del miracolo di Sant’Elia, che per mezzo di un fortissimo vento di libeccio, ammucchia due palmi di cavallette morte su tutta la spiaggia da cui il paese ha nome. Continua a leggere “Vestigia slave nel dialetto di Peschici”

Il pipistrello nei dialetti d’Italia

di FRANCESCO GRANATIERO

Diversamente da parole come “capo” e “testa”, “rocca” e “conocchia”, che come è ben documentato già dall’AIS, hanno una distribuzione ben definita, che permette di ricostruire la storia delle regioni in cui sono diffuse, la carta linguistica relativa al “pipistrello” non sempre presenta isoglosse continue o di facile esplicazione, in quanto i vari tipi lessicali si alternano e sono complicati da apporti paraetimologici di evidente natura fantastica, quanto non proprio di carattere giocoso-onomatopeico, che danno una visione dell’insieme spesso addirittura caotica. Continua a leggere “Il pipistrello nei dialetti d’Italia”

Dialetto di San Severo (FG).”La finitoria” di Carlo Jondi

di FRANCESCO GRANATIERO

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San Severo – Teatro Verdi

La poesia dialettale della Capitanata, se si esclude qualche autore di cui è dato sapere, è quasi tutta posteriore al XIX secolo. Prima infatti non si hanno che sporadici e frammentari riscontri, come il nome del foggiano Filippo Bellizzi, antologizzato dal Sorrenti, (1) o quelli di Pietro e Alessandro Nobiletti di Ischitella, la cui poesia ha, peraltro, carattere eminentemente popolare. (2)

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La parola non è come si dice

Proverbio

La paròule ne nn-èi accume ce dice, ma accume ce ndenne.

La parola non è come si dice, ma come s’intende.

Parlare in modo da non essere fraintesi, stando attenti a dove la frase va a parare e adeguando il linguaggio alle capacità intellettive di chi ci ascolta.

Ascoltare senza prendere la parola alla lettera, ma cercando di capire il significato che le viene attribuito da chi parla.