Dal grano al pane

DAL GRANO AL PANE. LA TRADIZIONE DI MATTINATA

Francesco Granatiero

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Dal grano raccolto si metteva da parte (pe semendë) quello da seminare l’anno dopo. Allora le donne ne versavano un mucchio su una spianatoia (u taulíre), così da stenderne con la mano uno strato sottile davanti agli occhi, per riconoscere e togliere (cunzé u irene) i semi di loglio (u scjúgghie) o di altre erbe infestanti, in genere piccoli, rotondi e più o meno scuri (i cecerídde). Continua a leggere “Dal grano al pane”

Sunette

di FRANCESCO GRANATIERO

«… nella zona di Mattinata ancora prima del bivio […]
il prodigio di un lavoro immenso, di un’opera paziente,
senza limiti, forsennata, di un popolo di formiche […]
intorno intorno non sono che muri rustici, a secco, saldamente
piantati per contenere appena un piccolo lembo di terra…»
Tommaso Fiore, Terra di Puglia e Basilicata

P’aderge ssu sunette
ne n-d’accite l’appítte,
pure s’a settë a settë
li sckaffe a canzë stritte, Continua a leggere “Sunette”

Vestigia slave nel dialetto di Peschici

di FRANCESCO GRANATIERO

Scazecavazze, ‘cavalletta’, voce di origine slava [serbocr. skakavac (pronuncia skàkavats) ‘locusta’]. Forse nessuna parola peschiciana ricorda il profeta sant’Elia come questa. Scazecavazze, la parola che volò di bocca in bocca quando una nuvola nera di cavallette oscurò Peschici, ingoiando ogni cosa. Scazecavazze, un’implosione fono-simbolica di tutta l’ira di Dio. Scazecavazze, la parola del miracolo di Sant’Elia, che per mezzo di un fortissimo vento di libeccio, ammucchia due palmi di cavallette morte su tutta la spiaggia da cui il paese ha nome. Continua a leggere “Vestigia slave nel dialetto di Peschici”

Canto III dell’Inferno dantesco

di Francesco Granatiero

DA CQUA CE VÉ NDE LA CITÀ LL’AMMERSE,
DA CQUA CE VÉ NDE LU TERNE DELÒURE,
DA CQUA CE VÉ NDA LU PÒPELE PERSE.

LA GIUSTÌDZIË MUUÌ LU CREIATÒURE:
LA PUTENZE DE DDIJE M’HOU CUNGREIETE,
LA SAPEIENZA SÒUE E U PRIME AMORE.

PRIME DE MÈ, NÍNDE CÒUSE CREIETE,
MA SCKITTE ATERNE, E JIJË ATERNE DURE.
TRASENNE CQUA GNI SPRANZE VUIE LASSETE. Continua a leggere “Canto III dell’Inferno dantesco”