Il dialetto apulo-foggiano di Mattinata (FG), trascritto secondo la grafia unitaria dei dialetti alto-meridionali (vedi Scrivere la lingua madre), si legge come l’italiano, con alcune eccezioni:

e indistinto (fr. petit); è, ò aperti; é, ó chiusi; e, o tonici, aperti in sillaba chiusa e chiusi in sillaba aperta; í (<íe) e ú (<úe), chiusi; i e u, aperti; j, semicons. (it. juta); dz, zeta sonoro rafforzato (dudzine ‘dozzina’); sc̣(i), scj ed (èi)sc(e), come nel nap. busciardos e s-, sordi, tranne nei nessi automatici (sb, sg ecc.); scc, sck, (nap. scala); z, zeta sordo (it. marzo), tranne dopo n (síenze ‘sensi’); , zeta sonoro (jarẓòune ‘garzone’, ẓẓinghe ‘zinco’).

I monosillabi “a” (< AD) ed “e” (< ET) non accentati sono cogeminanti: a mè e tè = a mmè e ttè.

 

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